La Storia di Cabiate

Data:
05 Ottobre 2020
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Negli ultimi decenni, Cabiate ha conosciuto una crescita urbanistica imponente.
Il vecchio nucleo del paese, quello a ridosso della collina su cui sorge Villa Padulli, una volta costituiva il centro geografico dell'abitato. Le nuove residenze hanno superato il torrente Terrò, il confine naturale del villaggio originario, spingendosi tutto verso est, lasciando così dalla parte opposta la brughiera come ultimo polmone verde di un certo pregio.
Di origine incerta, il nome di Cabiate (Cabiàa in dialetto) viene fatto risalire ad una evoluzione del termine Claveato anche se la desinenza in "ate" è solitamente caratteristica nelle antiche popolazioni galliche che hanno vissuto nella Brianza prima che fosse conquistata dai Romani.
Storicamente la località appare piuttosto tardi sui documenti ufficiali, attorno alla metà del 700 dopo Cristo, ma questo non significa che il paese non esistesse già da centinaia di anni. Di certo il primo nucleo abitato si formò alla base della fascia collinare; di Vico Capiete, questo era allora il nome del borgo, si parla ufficialmente nel 745.
Le vicende di Cabiate sono strettamente connesse a quelle della vicina Meda; per molti secoli gran parte dei Cabiatesi dipendeva dal monastero di San Vittore di Meda. Già prima del 1024, in occasione della conferma da parte dell'imperatore Enrico II, la badessa aveva diritto di signoria (distretto) anche su una parte di Cabiate. Il potere del monastero cominciò ad incrinarsi a partire dal 1021 quando papa Innocenzo III approvò una riforma religiosa che prevedeva anche l'ordine degli Umiliati. Nel 1220 la badessa Allegranza, per meglio seguire i possedimenti cabiatesi, affittò le seicento pertiche e le case che costituivano il fondo a Giacomo da Rho. Negli anni successivi la storia di Cabiate e della Brianza si legano a quella dei signori di Milano che nel 1535 devono passare il proprio potere agli Spagnoli. Al tempo stesso Cabiate seguì spesso le sorti della pieve di Mariano Comense, in quel tempo feudo della famiglia Marliani. Nel 1538 il feudo fu venduto ai Giussani e di seguito passò nelle mani dei Taverna per poi ritornare ai Marliani che lo tenero sino alla metà del diciassettesimo secolo. Poco dopo la grande peste decritta dal Manzoni, nel 1643 il feudo fu acquistato dal marchese Flaminio Crivelli di Inverigo che governava su un territorio molto vasto, da Canzo sino a Besana.
Dopo quasi tre secoli di dominazione spagnola il ducato di Milano e la stessa Brianza passano in modo definitivo agli Austriaci; il territorio inizia a rifiorire sia dal punto di vista economico che da quello degli interventi pubblici. Dal punto di vista amministrativo Cabiate fu aggregata a Mariano Galliano, nono distretto. Dopo la parentesi francese della Repubblica Cisalpina, Cabiate e la Brianza ritornarono sotto il dominio austriaco. Ed è proprio in questo periodo che i ponti sul Terrò, facile preda delle piene del torrente, iniziano ad essere costruiti in muratura e non più in legno. Da allora, lentamente, Cabiate assume l'attuale fisionomia di importante centro produttivo.
Attualmente Cabiate, si sta avviando verso i settemila abitanti e vanta un tessuto economico-produttivo di eccezionale concentrazione. In soli tre chilometri quadrati, di cui un terzo è destinato al Parco Sovracomunale della Brughiera Briantea, operano ormai quasi 700 attività imprenditoriali. Ai numerosi esercizi commerciali si aggiungono le oltre 500 piccole e medie imprese specializzate nel settore legno- arredo. La capacità di combinare la tradizione e l'esperienza artigianale con le nuove tecnologie al servizio del lavoro,ha portato le aziende cabiatesi ad offrire prodotti di alta qualità conosciuti in tutto il mondo.

Ultimo aggiornamento

Martedi 26 Gennaio 2021